[di Maria Elena Gori]
FEDERICO D’AGOSTINO, voce di chi non è ascoltato

[Federico D’Agostino]

[Copertina del catalogo mostra Testimonianza per Pinelli ]

[F. D’Agostino]
La critica nazionale nota anche Federico e Raffaele de Garda mette in risalto le sue qualità per aver saputo rappresentare con “forte ambizione espressionista il senso di quella morte tragica e oscura”. Nello stesso anno partecipa alla collettiva
“100 artisti per il Vietnam” alla Masa di Venezia continuando a dimostrare la sua grande sensibilità per le vicende politiche e sociali a lui contemporanee.

[F.D’Agostino – Valpreda il Bersaglio – Olio su tela]

[F. D’Agostino – La nascita della donna moderna]

[La Mano Sulla Spalla metri 2×1 su tela]

[F. D’Agostino – ad Angela 150×80]
Ma la condizione delle donne non è ancora come la immagina e la desidera per loro d’Agostino. Malgrado le istanze e le proteste del movimento femminista degli anni settanta siano al culmine, molti ancora sono gli stereotipi legati all’immagine e al ruolo della donna. Egli ne avverte il disagio, la frustrazione per l’ancora mal tollerata prevalenza dell’uomo, le differenze nel riconoscimento dei diritti e, talvolta, della stessa dignità intellettuale. Ecco allora che la potenza provocatoria ed espressiva di Federico d’Agostino esplode in denuncia, violenta, eclatante, con la serie dei nudi iperrealisti di grandi dimensioni. Erroneamente visti da alcuni come quadri erotici, per la loro ostentata violenza e pornografica fisicità, nascono invece da un senso di profonda empatia che il giovane e sensibilissimo artista prova per le vittime del maschilismo; ecco perché sono di così grandi dimensioni, a fondo bianco e nero sul quale risaltano, luminose, le pennellate morbide e sinuose che sfumano il beige nel disegnare corpi, mani che li stringono o accarezzano, contrapposti al rosso di gocce di sangue.
Ne emerge una donna quasi senza volto, ancora trattata come mero oggetto del desiderio maschile, o alla stregua di un trofeo di caccia da sfoggiare al proprio fianco, ma pur sempre sotto il controllo dell’uomo, come nel grande quadro “La mano sulla spalla”.

[F. D’Agostino Europa 2]
Sono loro le donne eleganti che mi hanno colpito fin da bambina, non tanto per le strane pose, per le nudità o lo stillicidio di rosso che avevano alcuni quadri, quanto per i loro sguardi tristi, malinconici, fissi, quasi rassegnati… così incoerenti con l’immagine che sembravano avere di donne belle, ricche, eleganti e di successo.

[F. D’Agostino Europa 3]
Intanto, si cominciano a vedere segni che torneranno nella pittura di d’Agostino e che come le vene d’acqua o i filoni d’oro affiorano di tanto in tanto, ma che nel tempo diventano cifra della sua poetica: le suggestioni del mito greco al cui significato più profondo ed allegorico si ispira per testimoniare con oggetti e figure contemporanei fenomeni e manifestazioni della società attuale. L’artista penetra in modo incisivo e critico il mondo dell’immagine e del messaggio pubblicitario. La sua pittura si fa esteticamente meno violenta, i colori più morbidi e levigati, le sue opere più raffinate; la critica al sistema meno esplicita, più sottile e sofisticata. Nella serie “Il Ratto d’Europa” il posto del Toro, della divinità, viene preso dai nuovi simboli del potere de del successo e le novelle Europa vengono di volta in volta sedotte e rapite dal miraggio del successo e da auto di grossa cilindrata.

[F. D’Agostino Ratto D’Europa]
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