[di Ernesto Miramondi]
STORIA DI UN ARTISTA
Imbrunire.
Un uomo pacato seduto sul patio di casa sua, in una Bettolle che porta con sé tutte le caratteristiche del Borgo Senese, immerso com’è nella Valdichiana.
Un fantastico saliscendi di campi coltivati, filari e casali. Un bagno di odori e colori capace di raccontare il senso profondo del Creato, immenso, a perdita d’occhio. Un connubio secolare tra uomo e natura fatto di lavoro e della risposta generosa di un territorio forte e gentile di pari misura.
Sensazioni che fermano il tempo, acchetano, quasi a negare tutto ciò che di sgradevole sa produrre la realtà quotidiana di ogni parte del mondo.
Accanto al patio scorre la strada e diverse persone, in gran parte giovani, passando accennano un breve saluto “Buona sera Maestro”. La risposta è sempre cortese e sa mantenere il dono della semplicità.
E’ un uomo buono Federico D’Agostino. Di una sensibilità unica.

[da Art Leader Anno 8 n.40 pag.64]
Nato nel ’44, quando ancora la guerra non era finita, ha saputo con la sua arte farsi interprete e narratore di un mondo in evoluzione con i suoi sogni, i miti veri o presunti tali e i tanti drammi. Più di sessant’anni di storia fissati su dipinti, sculture e opere d’arte composite. Una fucina di idee al servizio dell’arte, un racconto puntuale che non indietreggia d’innanzi a nulla. Uno spirito curioso che ancora oggi è capace di emozionarsi e raccontare. E lo fa anche regalando la sua arte, insegnando a dipingere e trasformando con i suoi allievi Bettolle in un luogo conosciuto anche per i suoi murales.

[Monumento ai Caduti di F. D’Agostino]
Belli questi incontri di Maria Elena che scoprendo pian piano l’uomo e l’artista, ne rivelano il pensiero e i sogni spalmati in un lungo periodo storico raccontato dall’artista ma vissuto da molti di noi.
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