Adriana Giannini propone la dimenticata “Piscinina”

[Copertina Rivista Unione Femminile-Anno 1 N.3-4 raffigura la Piscinina di E. Longoni, Su gentile concessione dell’Unione Femminile Nazionale]
Si meritava dunque l’attuale elegante e sobrio monumento collocato proprio davanti al Palazzo Belgioioso, sulla stessa piazza su cui si affaccia la casa di Alessandro Manzoni il quale, da parte sua, era molto meno illuminato e non apprezzava l’attività emancipatrice di Cristina Trivulzio. A proposito delle scuole da lei fondate nei suoi possedimenti in campagna commentò: “Se li facciamo studiare, chi lavorerà i nostri campi?”
Sappiamo che prossimamente Milano avrà anche un monumento davanti al Planetario dedicato all’astronoma Margherita Hack e che ce ne sarà anche uno per Anna Kuliscioff, la signora del socialismo italiano e la “dottora” dei milanesi poveri. Riconoscimenti doverosi da parte di una città che sinora ha dimenticato persino di dedicare un adeguato numero di vie alle donne, ma mi sembra che nessuno abbia pensato di erigere almeno una piccola statua di bronzo a una valida rappresentante di quelle tipiche figure femminili che hanno contribuito a far diventare Milano città della moda. Mi riferisco alle “piscinine”, le bambine tra 6 e 14 anni che fino alla seconda guerra mondiale, cariche di pesanti ceste, per poche decine di centesimi al giorno trottavano per la città al servizio di modiste, sarte e ricamatrici facendo consegne e piccoli servizi.

[foto di Adriana Giannini]
Non sappiamo quale sia stata la vita da adulta di questa coraggiosa ragazzetta, ma ricordare il suo non trascurabile contributo alla conquista dei diritti delle lavoratrici sarebbe un doveroso e simpatico riconoscimento. Si cercano sponsor tra le prestigiose case di moda milanesi.
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